I capelli dopo la chemioterapia: perché cadono, come ricrescono e come affrontarlo
La caduta dei capelli durante la chemioterapia è uno degli effetti collaterali più visibili ed emotivamente difficili delle cure oncologiche. Per la maggior parte delle persone è temporanea, e di solito i capelli iniziano a ricrescere dopo la fine del trattamento. Questo articolo spiega perché i capelli cadono, che cosa può ridurre la caduta, come si presenta di solito la ricrescita e dove trovare sostegno.
Perché la chemioterapia colpisce i capelli
La chemioterapia è pensata per agire sulle cellule che si dividono rapidamente, come fanno quelle tumorali. Anche alcune cellule sane però si dividono in fretta, tra cui le cellule del follicolo che producono il capello. Quando queste cellule vengono colpite, il capello si indebolisce e cade. Si parla di alopecia da chemioterapia.
I capelli attraversano cicli di crescita e di riposo, e in ogni momento la maggior parte dei capelli del cuoio capelluto si trova nella fase di crescita attiva. Molti chemioterapici agiscono soprattutto sui follicoli in questa fase, ed è per questo che la caduta può essere improvvisa ed estesa. Spesso inizia qualche settimana dopo l’avvio delle cure e può riguardare anche sopracciglia, ciglia e peli del corpo.
Perché l’esperienza cambia da persona a persona
La quantità di capelli persi dipende da molti fattori: i farmaci utilizzati, la loro dose e il loro schema, le altre terapie somministrate insieme e le differenze individuali. Alcuni medicinali provocano solo un lieve diradamento, altri una caduta completa. E non tutte le terapie oncologiche fanno cadere i capelli.
L’équipe oncologica sa quali farmaci verranno somministrati e può dire che cosa aspettarsi. Porre questa domanda prima dell’inizio delle cure aiuta molte persone a prepararsi, per esempio scegliendo in anticipo un taglio più corto, una parrucca o un copricapo.
Che cosa può ridurre la caduta durante le cure
Non sempre è possibile evitare la caduta dei capelli, ma alcuni approcci possono ridurla o renderla più facile da gestire. Vanno tutti discussi con l’équipe oncologica, perché non ogni opzione è adatta a ogni tipo di tumore o di terapia.
Il raffreddamento del cuoio capelluto
Il raffreddamento del cuoio capelluto prevede l’uso di una cuffia refrigerante o di un sistema di raffreddamento durante le infusioni di chemioterapia. Il freddo restringe i vasi sanguigni del cuoio capelluto, per cui ai follicoli può arrivare meno farmaco. In alcune persone e con alcune terapie può ridurre la caduta, ma non funziona per tutti, non è adatto a tutti i tumori o a tutti gli schemi di trattamento e può risultare scomodo. Se sia indicato lo decide l’oncologo.
Una cura delicata dei capelli
- usare uno shampoo delicato e acqua tiepida;
- spazzolare con delicatezza con una spazzola morbida ed evitare le acconciature strette;
- limitare phon, piastre e altri strumenti a caldo;
- evitare tinte, permanenti e altri trattamenti chimici aggressivi durante la chemioterapia e subito dopo;
- proteggere il cuoio capelluto dal sole e dal freddo con un cappello o un foulard e, se consigliato, usare la protezione solare sulla pelle scoperta.
L’alimentazione
Un’alimentazione equilibrata, con abbastanza proteine, ferro, zinco e vitamine del gruppo B, sostiene la salute generale, capelli compresi. Gli integratori, però, possono interferire con le cure oncologiche. Non iniziare alcun integratore né cambiare in modo importante la dieta senza averne prima parlato con l’oncologo.
Come ricrescono i capelli dopo le cure
Per la maggior parte delle persone la caduta dovuta alla chemioterapia è temporanea. I capelli iniziano di solito a ricrescere da qualche settimana a qualche mese dopo l’ultimo ciclo. All’inizio possono essere molto sottili e morbidi, poi diventano gradualmente più spessi.
I nuovi capelli possono essere diversi da quelli di prima: più ricci o più lisci, di un altro colore o di un’altra consistenza. In molte persone questi cambiamenti sono temporanei e nei mesi successivi i capelli tornano spesso simili a com’erano, anche se a volte qualche differenza resta.
Durante la ricrescita conviene continuare con una cura delicata ed evitare i trattamenti chimici finché capelli e cuoio capelluto non si sono ripresi e il medico non è d’accordo. Alcune persone preferiscono tenere i capelli corti mentre la ricrescita si uniforma.
Quando chiedere al medico
In un piccolo numero di persone i capelli ricrescono più radi di prima o non tornano del tutto in alcune zone, e anche alcune terapie ormonali usate dopo la chemioterapia possono causare diradamento. Se molti mesi dopo la fine delle cure la ricrescita sembra molto lenta, a chiazze o assente, è bene parlarne con l’équipe oncologica. Si può essere indirizzati a un dermatologo per cercarne la causa, che può comprendere fattori curabili come problemi alla tiroide o una carenza di ferro.
Il sostegno emotivo
La caduta dei capelli può incidere sull’autostima, sulla riservatezza e sulla voglia di uscire. Sono sensazioni comuni e comprensibili. Parlare con uno psicologo, partecipare a un gruppo di sostegno o confrontarsi con chi ha vissuto la stessa esperienza può aiutare. Molti ospedali e associazioni oncologiche offrono consigli su parrucche, copricapi e trucco per sopracciglia e ciglia.
Può essere utile ricordare che la caduta dei capelli non dice nulla sulla propria forza né sul successo della terapia. È un effetto collaterale e, per la maggior parte delle persone, passa.
Lavorare insieme all’équipe medica
Ogni paziente è diverso e ciò che aiuta una persona può non andare bene per un’altra. Conviene mantenere un dialogo aperto con l’oncologo e con gli infermieri: chiedere quale effetto avranno i farmaci sui capelli, se il raffreddamento del cuoio capelluto è un’opzione, quali prodotti si possono usare in sicurezza e quando si potrà tornare a tinte e pieghe. Ogni decisione su procedure al cuoio capelluto durante o dopo le cure oncologiche va presa insieme all’oncologo.
La consulenza al City Medical Centre
Dopo la chemioterapia i capelli di solito si riprendono da soli, e nella maggior parte dei casi non serve alcuna procedura. Il trapianto di capelli non è una cura per la caduta da chemioterapia. Se ne può parlare solo in situazioni particolari, per esempio quando in alcune zone i capelli non sono ricresciuti molto tempo dopo la fine delle cure, oppure in presenza di una calvizie androgenetica non legata alla chemioterapia, e solo dopo che l’oncologo ha confermato che è sicuro. Il City Medical Centre lavora con pazienti internazionali, e la prima consulenza è gratuita e si può svolgere online. Con il consenso dell’oncologo si possono inviare foto e domande su WhatsApp, e il medico spiegherà se un trapianto è indicato o meno; il costo si discute solo dopo questa valutazione e viene fissato nel contratto, e un coordinatore personale segue il paziente in ogni fase. Maggiori informazioni sulla pagina dedicata al trapianto di capelli.
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Foto reali prima e dopo di pazienti di City Medical Centre. I risultati sono individuali.
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Domande frequenti
I capelli ricrescono dopo la chemioterapia?
Per la maggior parte delle persone, sì. I capelli iniziano di solito a ricrescere da qualche settimana a qualche mese dopo l’ultimo ciclo. All’inizio possono essere più sottili, più ricci o di un altro colore, e spesso nei mesi successivi tornano più simili a com’erano prima.
Il raffreddamento del cuoio capelluto evita la caduta?
In alcune persone e con alcuni schemi di chemioterapia può ridurre la caduta, ma non funziona per tutti e non è adatto a ogni tipo di tumore o di terapia. Se sia possibile usarlo lo decide l’oncologo.
Si possono tingere i capelli quando iniziano a ricrescere?
Di solito si consiglia di aspettare che i nuovi capelli e il cuoio capelluto si siano ripresi, perché il cuoio capelluto può essere sensibile e i capelli fragili. Conviene chiedere all’équipe oncologica quando è sicuro e, alla ripresa, scegliere prodotti delicati.
E se i capelli non ricrescono come dovrebbero?
Se molti mesi dopo la fine delle cure la ricrescita è molto lenta, a chiazze o assente, va segnalato all’équipe oncologica. Si può essere indirizzati a un dermatologo per cercarne la causa, che può comprendere fattori curabili. Qualsiasi procedura va discussa prima con l’oncologo.
Dopo la chemioterapia si ricorre al trapianto di capelli?
Raramente. Di solito i capelli ricrescono da soli, per cui il trapianto non fa parte del normale recupero. Se ne può parlare solo se alcune zone non si sono riprese molto tempo dopo le cure, o per una calvizie androgenetica non correlata, e sempre con il consenso dell’oncologo.
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