Trattamento dell'artrosi7 min di lettura
Stadi dell'artrosi spiegati: che cosa si può fare in ogni stadio
L'artrosi raramente compare da un giorno all'altro. La cartilagine che riveste le estremità delle ossa si consuma lentamente, spesso nel corso di anni, e l'articolazione cambia passo dopo passo. Sapere in quale stadio ci si trova aiuta a capire i sintomi, che cosa una terapia può ottenere davvero e quando è il momento di intervenire. Questa guida spiega gli stadi in modo semplice, chi è più a rischio e che cosa si può fare in ogni stadio, dall'esercizio fisico alle infiltrazioni di PRP e SVF.

L'essenziale in 30 secondi
- L'artrosi evolve di solito in quattro stadi, dai lievi cambiamenti iniziali fino al danno grave.
- Gli stadi iniziali lasciano il maggior margine di prevenzione: peso, esercizio e protezione dell'articolazione contano di più.
- Il PRP è più utile negli stadi 1–2 e l'SVF negli stadi 2–3, dopo la valutazione degli esami da parte del medico.
- L'artrite infiammatoria è curata dal reumatologo; PRP e SVF non sostituiscono questa terapia.
- Nello stadio 4 le infiltrazioni possono dare sollievo per un certo tempo, ma le opzioni chirurgiche vengono discusse apertamente.
Gli stadi dell'artrosi in sintesi
L'artrosi è una malattia in cui la cartilagine liscia dell'articolazione si assottiglia gradualmente e diventa ruvida, lo spazio tra le ossa si riduce e l'osso sottostante reagisce ispessendosi e formando piccole escrescenze ossee. Colpisce soprattutto ginocchia, anche, mani, colonna e spalle.
I medici descrivono di solito quattro stadi, in base ai sintomi e all'aspetto dell'articolazione alla radiografia o alla risonanza. Gli stadi sono un orientamento e non caselle rigide: i sintomi non sempre corrispondono all'immagine, e due persone nello stesso stadio possono sentirsi in modo molto diverso.
1 – iniziale
- Che cosa accade nell'articolazione
- Primi cambiamenti della cartilagine, spazio articolare quasi normale
- Sintomi tipici
- Lieve dolore dopo sforzo, a volte nessun sintomo
2 – lieve
- Che cosa accade nell'articolazione
- Cartilagine assottigliata, piccoli osteofiti, spazio un po' ridotto
- Sintomi tipici
- Dolore dopo l'attività, rigidità al mattino o dopo il riposo
3 – moderato
- Che cosa accade nell'articolazione
- Chiara riduzione dello spazio articolare, superfici più ruvide
- Sintomi tipici
- Dolore nei movimenti quotidiani, scricchiolii, gonfiore, minore mobilità
4 – grave
- Che cosa accade nell'articolazione
- Poca cartilagine residua, osso contro osso, deformità
- Sintomi tipici
- Dolore a riposo e di notte, rigidità marcata, zoppia o deformità
Stadio 1: primi cambiamenti e segnali di allarme
Nello stadio più precoce i cambiamenti sono microscopici o appena visibili agli esami. Molte persone non avvertono nulla; altre notano un lieve dolore dopo una lunga camminata, una sessione di sport o dopo essere state in ginocchio, che passa con il riposo. Può comparire anche una rigidità occasionale dopo essere stati seduti.
È lo stadio con il maggiore margine di prevenzione. Mantenere un peso sano, rinforzare i muscoli intorno all'articolazione, evitare i sovraccarichi ripetuti e curare bene i vecchi traumi può rallentare l'evoluzione. Poiché i sintomi sono lievi, questo stadio viene spesso trascurato: per questo un fastidio articolare persistente merita un controllo anche quando sembra poca cosa.
Stadio 2: dolore, rigidità e riduzione dello spazio articolare
Nello stadio 2 la cartilagine è nettamente più sottile e ai margini dell'articolazione possono comparire piccole escrescenze ossee (osteofiti). Alla radiografia lo spazio articolare è ancora in gran parte conservato, ma comincia a ridursi.
I disturbi tipici sono dolore dopo l'attività, rigidità mattutina che passa entro mezz'ora e fastidio quando si riprende a muoversi dopo il riposo. Per la maggior parte del tempo l'articolazione funziona ancora bene. Questo stadio risponde bene alla combinazione di esercizio terapeutico, controllo del peso, antidolorifici prescritti dal medico e, nei casi indicati, infiltrazioni rigenerative.
Stadi 3 e 4: deformità e mobilità limitata
Nello stadio 3 lo spazio articolare è chiaramente ridotto e le superfici sono ruvide. Il dolore compare nelle attività comuni come camminare, salire le scale o alzarsi da una sedia. Dopo lo sforzo l'articolazione può gonfiarsi, scricchiolare e perdere parte della sua mobilità.
Nello stadio 4 resta poca cartilagine e le ossa sfregano l'una contro l'altra. Il dolore può essere presente a riposo e di notte, la rigidità è marcata e l'articolazione può deformarsi in modo visibile: nel ginocchio, ad esempio, la gamba può incurvarsi. La distanza percorribile si riduce e la vita quotidiana diventa limitata. In questo stadio la terapia non chirurgica può ancora dare sollievo ad alcune persone, ma spesso si parla di protesi.
Chi è a rischio e quando rivolgersi al medico
Il rischio di artrosi aumenta con l'età, ma l'età non è l'unico fattore. Tra gli altri:
- il sovrappeso, che aumenta il carico su ginocchia e anche;
- traumi articolari precedenti, come fratture o lesioni del menisco o dei legamenti;
- carichi pesanti ripetuti al lavoro o nello sport;
- la familiarità e la forma dell'articolazione;
- il sesso femminile, soprattutto dopo la menopausa.
È bene rivolgersi al medico se il dolore articolare dura più di qualche settimana, se l'articolazione si gonfia, si blocca o cede, o se il dolore sveglia di notte. Un'articolazione rossa, calda e molto dolorosa, un dolore articolare con febbre o il gonfiore di più articolazioni contemporaneamente richiedono un controllo rapido, perché può trattarsi di un'infezione o di un'artrite infiammatoria. Le malattie infiammatorie come l'artrite reumatoide sono curate dal reumatologo; PRP e SVF non sostituiscono questa terapia.

Che cosa si può fare in ogni stadio: supporto, PRP, SVF
La terapia si adatta allo stadio e a quanto l'articolazione limita la vita quotidiana. In pratica le opzioni si sommano:
- in ogni stadio: esercizio regolare e fisioterapia, controllo del peso, calzature adatte, attività dosata e antidolorifici prescritti dal medico;
- stadi 1–2: si può aggiungere il PRP, plasma ricco di piastrine ottenuto dal proprio sangue, per calmare l'infiammazione e sostenere i tessuti dell'articolazione;
- stadi 2–3: l'SVF, una frazione cellulare ricavata da un piccolo campione del proprio tessuto adiposo e combinata con il plasma, si valuta di solito quando i cambiamenti sono più marcati e si cerca un effetto più duraturo;
- stadio 4: le infiltrazioni possono ancora ridurre il dolore per un certo tempo, ma le opzioni realistiche, chirurgia compresa, vengono discusse apertamente.
Esistono anche altre infiltrazioni, come quelle con un gel lubrificante o le infiltrazioni ormonali antinfiammatorie; si tratta di un'informazione generale, e la loro scelta spetta al medico curante. Qualunque sia il metodo, l'effetto delle infiltrazioni varia da persona a persona e dipende dallo stadio, dal peso e dall'attività: nessuno può promettere un risultato preciso. Come si svolgono PRP e SVF passo dopo passo è descritto nella pagina dedicata al trattamento delle articolazioni.
Quando le infiltrazioni non bastano più
Le infiltrazioni sono più utili finché l'articolazione ha ancora cartilagine da proteggere. Diventano meno efficaci quando c'è sfregamento osso contro osso, l'articolazione è chiaramente deformata o il dolore limita la camminata nonostante una terapia ben condotta.
I segnali che è il momento di parlare di chirurgia con un ortopedico sono il dolore a riposo e notturno che non risponde più alla terapia, una netta perdita di mobilità, cadute ripetute o un'articolazione che cede. La protesi è un intervento importante con una lunga riabilitazione, quindi conviene prendere questa decisione con un quadro chiaro degli esami e di ciò che è già stato tentato.

Un piano personale al City Medical Centre
Il City Medical Centre offre PRP e terapia cellulare SVF per ginocchio, anca, spalla, gomito, caviglia e piccole articolazioni della mano, anche in caso di problemi al menisco. La procedura si svolge in un giorno in anestesia locale, le infiltrazioni vengono eseguite sotto guida ecografica, senza stampelle né ricovero.
I controlli si svolgono dopo uno, tre e sei mesi: il dolore di solito si attenua nel primo mese, la mobilità migliora in circa tre mesi e l'effetto completo si sviluppa in circa sei mesi. Il City Medical Centre non esegue interventi di protesi articolare e non pratica infiltrazioni di gel lubrificante né infiltrazioni ormonali nell'articolazione.
La clinica lavora con pazienti dall'estero. La prima consulenza e la valutazione degli esami sono gratuite e si possono svolgere online: basta inviare radiografie, risonanze o ecografie e descrivere i sintomi. Il medico valuta lo stadio, dice con onestà se PRP o SVF hanno senso nel caso specifico e, se sì, indica il costo, che viene poi fissato nel contratto. Un coordinatore personale segue il paziente dal primo messaggio fino alle visite di controllo, e le domande si possono inviare via Telegram. Maggiori informazioni nella pagina dedicata al trattamento dell’artrosi.
Fonti
Domande frequenti
Quanti stadi ha l'artrosi?
I medici descrivono di solito quattro stadi, dai primi cambiamenti con poco o nessun dolore fino al danno grave con sfregamento osso contro osso. Lo stadio si valuta dai sintomi insieme alla radiografia o alla risonanza, e i sintomi non sempre corrispondono esattamente all'immagine.
L'artrosi si può fermare in uno stadio precoce?
La cartilagine consumata non ricresce del tutto, ma spesso l'evoluzione si può rallentare. Mantenere un peso sano, rinforzare i muscoli intorno all'articolazione, evitare i sovraccarichi e curare bene i traumi sono ciò che conta di più negli stadi 1 e 2; quando compaiono sintomi si possono aggiungere infiltrazioni.
In quale stadio dell'artrosi funziona il PRP?
Il PRP è di solito più utile negli stadi 1 e 2, quando l'articolazione conserva ancora una buona quantità di cartilagine. Nello stadio 3 si valuta più spesso l'SVF. Nello stadio 4 le infiltrazioni possono dare sollievo per un certo tempo, ma il medico discute anche le opzioni chirurgiche. La decisione si prende dopo aver visto gli esami.
Quanto velocemente progredisce l'artrosi?
Varia molto. In molte persone progredisce lentamente nel corso di anni; in altre, soprattutto dopo un trauma o con sovrappeso, può progredire più in fretta. Controlli regolari e nuovi esami quando i sintomi cambiano permettono di vedere a che ritmo cambia l'articolazione.
Quando rivolgersi al medico per un dolore articolare?
Se il dolore dura più di qualche settimana, l'articolazione si gonfia, si blocca o cede, o il dolore sveglia di notte. Un'articolazione calda, rossa e molto dolorosa, un dolore con febbre o più articolazioni gonfie richiedono cure rapide, perché può trattarsi di un'infezione o di un'artrite infiammatoria curata dal reumatologo.
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