Mastoplastica additiva8 min di lettura
Rottura della protesi mammaria: segni, diagnosi e cosa fare
Le protesi mammarie non durano tutta la vita e, con gli anni, il loro involucro può rompersi. Una protesi salina si svuota in modo visibile, mentre una in silicone spesso si rompe senza alcun sintomo. Questa guida spiega che cos'è una rottura, perché avviene, a quali segnali prestare attenzione, come viene diagnosticata e quali sono le opzioni di trattamento.

L'essenziale in 30 secondi
- L'involucro della protesi invecchia, quindi il rischio di rottura cresce ogni anno.
- Le protesi saline si svuotano in modo visibile; la rottura del silicone è spesso silente.
- Ecografia e risonanza rilevano la rottura; la sola visita non basta.
- Una protesi rotta si rimuove con un intervento programmato, con o senza nuova protesi.
- Il City Medical Centre rimuove le protesi e pianifica ogni caso in consulenza.
L'intervento in cifre
- Durata dell'intervento1,5–3 ore
- Ritorno al lavoro7–14 giorni
- Degenza in clinica1 giorno
- Prezzo fisso$4,700
Che cosa significa la rottura di una protesi mammaria
Una protesi mammaria è un involucro di elastomero di silicone riempito di gel di silicone oppure di soluzione salina. Si parla di rottura quando questo involucro presenta uno strappo o un foro. È una delle complicanze a lungo termine riconosciute delle protesi mammarie e può verificarsi con qualsiasi tipo e qualsiasi marca. Le protesi non durano tutta la vita: più a lungo una protesi resta in sede, maggiore è la probabilità che prima o poi il suo involucro ceda.
Quello che succede dopo dipende dal riempimento. Una protesi salina che si rompe si svuota rapidamente e il corpo assorbe semplicemente la soluzione. Una protesi in gel di silicone si comporta diversamente. I gel moderni sono densi e coesivi, quindi il gel di solito rimane al suo posto e il seno può avere lo stesso aspetto e la stessa consistenza per mesi o anni. Per questo la rottura del silicone viene spesso chiamata «rottura silente».
- Sgonfiamento di una protesi salina
- La soluzione fuoriesce e viene assorbita dal corpo; il seno perde volume in modo visibile nel giro di pochi giorni
- Rottura intracapsulare del silicone
- Il gel esce dallo strappo ma resta all'interno della capsula di tessuto cicatriziale che il corpo forma attorno a ogni protesi
- Rottura extracapsulare del silicone
- Il gel supera la capsula e raggiunge il tessuto mammario circostante
- Rottura con migrazione del gel
- Raramente il gel si sposta più lontano, ad esempio verso i linfonodi dell'ascella
Perché le protesi si rompono
Nella maggior parte dei casi non c'è un singolo evento drammatico. L'involucro si consuma nel tempo piegandosi e muovendosi con il corpo. I fattori principali sono:
- L'età della protesi. L'usura dell'involucro è la causa più comune, e il rischio cresce ogni anno.
- Pieghe e grinze. Una protesi che si piega sempre nello stesso punto, ad esempio perché la tasca è troppo piccola, si consuma prima in quella zona.
- Contrattura capsulare. Una capsula stretta comprime la protesi e sottopone l'involucro a uno stress maggiore.
- Danni durante un intervento. L'involucro può essere lesionato dagli strumenti durante l'inserimento o in un successivo intervento al seno.
- Traumi. Un forte colpo al torace, ad esempio in un incidente stradale, può danneggiare una protesi, anche se è meno frequente dell'usura.
- Forte compressione. Una compressione molto energica del seno, come durante una mammografia, può talvolta contribuire alla rottura di un involucro già indebolito.
La normale vita quotidiana, lo sport, i voli e un massaggio delicato di solito non rompono una protesi integra.

Sintomi e segnali da non trascurare
La rottura di una protesi salina si nota facilmente: il seno diventa più piccolo e più morbido, spesso nel giro di pochi giorni. Con le protesi in silicone il quadro è meno evidente. La maggior parte delle rotture del silicone non dà alcun sintomo, ma alcune donne notano:
- una riduzione del volume del seno o un cambiamento della sua forma;
- seni che appaiono asimmetrici;
- noduli duri sopra la protesi o nella zona del torace;
- dolore, sensibilità o gonfiore;
- formicolio, bruciore, intorpidimento o altri cambiamenti della sensibilità;
- un seno più sodo o un cambiamento nuovo nel modo in cui la protesi si muove.
Nessuno di questi segni prova una rottura, perché diversi possono dipendere anche da una contrattura capsulare o da altre cause. Se nota uno di questi segni, soprattutto un nodulo nuovo, gonfiore o un cambiamento di forma, si rivolga a un medico e riferisca di avere protesi. È utile conservare tipo, misura e data dell'intervento, perché verranno richiesti a ogni controllo.
Come si diagnostica: ecografia e risonanza magnetica
Una rottura silente non si individua in modo affidabile con la sola visita, quindi si ricorre agli esami di imaging.
- L'ecografia è rapida, molto diffusa e senza radiazioni. È un metodo accettato per controllare le donne senza sintomi ed è spesso il primo esame in caso di sospetto.
- La risonanza magnetica è considerata il metodo più accurato per individuare la rottura silente delle protesi in silicone e si usa spesso quando l'ecografia non è chiara o prima di pianificare l'intervento.
- La mammografia serve allo screening del tumore al seno, ma non è lo strumento migliore per valutare la protesi stessa. Dica sempre al personale che ha delle protesi.
Per le protesi in gel di silicone, l'ente statunitense per i farmaci e i dispositivi (FDA) consiglia il primo controllo per immagini cinque-sei anni dopo l'intervento e poi ogni due-tre anni, anche in assenza di sintomi. Il chirurgo può proporre un calendario diverso in base alle Sue protesi e alla Sua storia.
Trattamento: rimozione o sostituzione
Una protesi rotta non richiede un intervento d'urgenza, ma va rimossa. Per una protesi salina la decisione è soprattutto estetica, perché la soluzione è innocua. Per il silicone si raccomanda la rimozione, affinché il gel non si diffonda nel tempo. È ragionevole programmare l'intervento entro un periodo ragionevole dalla diagnosi.
Le principali opzioni da discutere con il chirurgo sono:
- Rimozione e sostituzione con una nuova protesi
- La donna vuole mantenere il volume e i tessuti sono in buone condizioni
- Solo rimozione della protesi
- La donna non desidera più protesi o ha altri motivi per evitarle
- Rimozione con lifting del seno
- La pelle si è distesa ed è probabile che il seno cada dopo la rimozione
- Rimozione con asportazione della capsula
- La capsula è ispessita o contiene gel fuoriuscito; il chirurgo la asporta in parte o del tutto
In una rottura intracapsulare il gel viene di solito rimosso insieme alla protesi, e la capsula viene pulita o asportata secondo necessità. Il gel che si è spinto più in profondità nel tessuto mammario è più difficile da eliminare del tutto: un motivo in più per non lasciare per anni una rottura nota. Gli interventi che eseguiamo sono descritti nella nostra pagina dedicata alla chirurgia del seno.
Recupero dopo la sostituzione delle protesi
Il recupero dopo una sostituzione o una rimozione è spesso simile a quello della prima mastoplastica additiva, o un po' più semplice, perché la tasca esiste già. Il decorso preciso dipende da ciò che è stato fatto: l'asportazione della capsula o un lifting allungano il recupero.
- Nei primi giorni ci sono gonfiore, tensione e un fastidio moderato, controllato con gli antidolorifici.
- Il reggiseno compressivo si porta di solito da un mese a un mese e mezzo.
- Per circa tre settimane eviti di sollevare più di tre chili e di alzare le braccia sopra le spalle.
- Sauna, bagni caldi e sport intenso si evitano di solito fino a tre mesi.
- La maggior parte delle persone torna a un lavoro d'ufficio in una o due settimane.
- La forma definitiva si stabilizza nell'arco di alcuni mesi, man mano che il gonfiore si riduce.
Dopo la sostituzione, la nuova protesi inizia il proprio ciclo di vita. I controlli regolari proseguono e gli esami di imaging seguono lo stesso calendario del primo intervento.

Follow-up e controlli delle protesi al City Medical Centre
Il City Medical Centre lavora con pazienti internazionali ed esegue mastoplastica additiva con protesi, lifting del seno con o senza protesi, mastoplastica riduttiva e rimozione delle protesi. Prima dell'intervento ogni paziente esegue una valutazione che comprende un'ecografia mammaria. In caso di sospetta rottura, il chirurgo esamina i Suoi esami e la Sua storia e Le spiega se conviene solo rimuovere la protesi o se è possibile associare alla rimozione una nuova protesi o un lifting.
I metodi e i calendari di controllo descritti sopra sono informazioni generali; il piano adatto a Lei viene definito durante la consulenza.
La prima consulenza è gratuita e può svolgersi online: invii le Sue foto e gli eventuali referti recenti di ecografia o risonanza tramite Telegram. Il costo viene indicato dopo la valutazione e fissato nel contratto. Una coordinatrice personale La accompagna dal primo messaggio fino alla fine del recupero, e i controlli con il chirurgo plastico proseguono anche dopo l'intervento. Maggiori informazioni nella nostra pagina dedicata alla chirurgia del seno.
Come procede di solito il recupero
- 7–14 giorniRitorno al lavoro senza sforzi fisici
- 3 settimaneIl gonfiore post-operatorio scompare e le cicatrici si formano; niente pesi oltre 3 kg e niente braccia sopra le spalle
- 1 meseIl gonfiore si attenua e il seno assume una forma e una morbidezza naturali
- 4–6 settimaneFitness, nuoto, piscina e mare; l’intimo compressivo si porta per 4–6 settimane
- 3 mesiIl fastidio scompare, i processi infiammatori si risolvono e attorno alla protesi si forma la tasca; via libera all’allenamento con i pesi
Fonti
Domande frequenti
Come faccio a sapere se la mia protesi mammaria si è rotta?
Una protesi salina rotta si svuota e il seno diventa più piccolo e morbido in pochi giorni. Una protesi in silicone spesso non dà sintomi, anche se alcune donne notano un cambiamento di volume o di forma, noduli duri, dolore, gonfiore o una sensibilità alterata. Poiché la rottura del silicone è spesso silente, per confermarla serve un'ecografia o una risonanza magnetica.
Una protesi in silicone rotta è pericolosa?
Non è un'urgenza e nella maggior parte dei casi il gel resta all'interno della capsula di tessuto cicatriziale attorno alla protesi. Con il tempo, però, il gel può passare nel tessuto mammario, diventa più difficile da rimuovere e può causare noduli, dolore o infiammazione. Per questo i chirurghi consigliano di rimuovere una protesi in silicone rotta entro un periodo ragionevole.
Una protesi può rompersi per una caduta o un massaggio?
La normale attività quotidiana, lo sport e un massaggio delicato di solito non danneggiano una protesi integra. La causa più comune di rottura è l'usura graduale dell'involucro con il passare degli anni. Un forte colpo al torace, ad esempio in un incidente stradale, o una compressione molto energica possono danneggiare una protesi, soprattutto se già indebolita.
Come si scopre una rottura silente?
Una rottura silente non si percepisce in modo affidabile alla visita, per questo si usano gli esami di imaging. L'ecografia è un metodo accettato per controllare le donne senza sintomi, e la risonanza magnetica è considerata l'esame più accurato per le protesi in silicone. La FDA statunitense consiglia il primo controllo cinque-sei anni dopo l'intervento e poi ogni due-tre anni.
Entro quanto tempo va sostituita una protesi rotta?
Non serve un intervento d'urgenza, ma è ragionevole programmare la rimozione entro un periodo ragionevole dalla diagnosi, soprattutto per le protesi in silicone, così che il gel non si diffonda. Nello stesso intervento il chirurgo può inserire una nuova protesi, rimuovere soltanto quella vecchia o associare la rimozione a un lifting, in base ai Suoi desideri e ai Suoi tessuti.
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- La prima consulenza è gratuita, anche online
- Il medico indica il prezzo dopo la visita e lo fissa nel contratto
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