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Le tecniche di trapianto di capelli: dai metodi superati alla FUE e alla DHI moderne

Il trapianto di capelli ha fatto molta strada dalle zolle ben visibili di un tempo. Questo articolo ripercorre le tecniche nell’ordine in cui sono comparse, dagli innesti a punch e dai minigraft alla tecnica a strip, fino alla FUE motorizzata e manuale e alla DHI, e spiega perché i vecchi approcci sono stati abbandonati e che cosa conta quando si sceglie il metodo più adatto.

Redazione di City Medical CentreAggiornato 6 min di lettura

Perché le tecniche di trapianto sono cambiate

I capelli crescono a cicli, e perderne tra 10 e 100 al giorno è normale. Ormoni, genetica, malattie e altri fattori possono alterare questo ciclo, così i capelli crescono più lentamente, cadono più in fretta o smettono di crescere in alcune zone. Quando in una zona i follicoli hanno smesso del tutto di funzionare, spostarvi follicoli sani è spesso l’unico modo per riavere i capelli.

Il trapianto preleva i follicoli da una zona donatrice e li colloca dove i capelli sono andati persi, sia per una calvizie androgenetica sia per cicatrici dovute a ustioni o traumi. Il principio è rimasto lo stesso per decenni. Quello che è cambiato è il modo di prelevare e impiantare gli innesti, e questo ha trasformato la naturalezza del risultato, la quantità di capelli donatori che si riesce a preservare e la rapidità del recupero.

Conoscere le tecniche più vecchie aiuta a capire perché le cliniche le hanno abbandonate e fornisce le domande giuste da porre quando si confrontano le proposte.

I primi metodi: innesti a punch e minigraft

Innesti a punch, o zolle

La prima tecnica di ampia diffusione prelevava grosse zolle rotonde di pelle, ciascuna con molti capelli, e le spostava nella zona diradata. I capelli crescevano, ma a ciuffi ben visibili, con il tipico effetto «capelli da bambola». Nella zona donatrice restavano evidenti cicatrici rotonde. Oggi il metodo è considerato superato.

Minigraft e micrograft

Per attenuare l’effetto zolla, i chirurghi iniziarono a ricavare innesti più piccoli, con circa tre-otto follicoli. Il risultato era meno a ciuffi, ma spesso ancora poco naturale, e l’attecchimento di questi innesti era meno prevedibile. I minigraft furono un passo avanti, ma non rispettavano il modo in cui i capelli crescono naturalmente, in piccoli gruppi.

La tecnica a strip (FUT)

Con la tecnica a strip, chiamata anche FUT (Follicular Unit Transplantation), il chirurgo asporta con il bisturi una striscia orizzontale di cuoio capelluto dalla nuca. La striscia viene suddivisa al microscopio in innesti e la ferita viene chiusa con punti di sutura.

La FUT ha permesso per la prima volta di trapiantare unità follicolari naturali, ma ha evidenti svantaggi:

Alcune persone che hanno fatto una FUT scelgono poi la micropigmentazione del cuoio capelluto per mascherare la cicatrice. Il metodo è ancora proposto in alcuni centri, ma oggi la maggior parte dei pazienti preferisce tecniche senza incisione lineare.

La FUE motorizzata

La Follicular Unit Extraction (FUE) ha abbandonato l’asportazione di strisce: gli innesti si prelevano uno alla volta. Nella versione motorizzata un dispositivo rotante, un po’ come un piccolo trapano, libera ogni follicolo. Il prelievo è più rapido, ma un punch che ruota veloce può tagliare o danneggiare i follicoli se l’angolo non corrisponde perfettamente a quello del capello, e in alcune cliniche i canali nella zona ricevente si aprono ancora con il bisturi.

Il risultato dipende molto dal controllo che il chirurgo ha sul dispositivo. Un prelievo motorizzato eseguito male può sprecare capelli donatori e lasciare cicatrici rotonde più visibili del previsto: per questo vale sempre la pena chiedere quale tecnica utilizza la clinica.

FUE manuale e DHI

FUE manuale

Nella FUE manuale il chirurgo utilizza punch manuali sottilissimi e preleva ogni innesto seguendo la direzione naturale di crescita. Non ci sono incisioni né punti, e le piccole ferite guariscono di solito in circa una settimana, lasciando minuscoli segni puntiformi nascosti dai capelli circostanti. L’intervento si esegue in anestesia locale e può durare circa otto ore. In caso di caduta estesa possono servire due o tre sedute.

La FUE si utilizza per l’alopecia androgenetica, la forma di caduta dei capelli più comune.

DHI e approccio combinato

La DHI (Direct Hair Implantation) preleva gli innesti come la FUE, ma li impianta con una penna implanter che apre il canale e inserisce l’innesto in un unico movimento. Molte cliniche combinano le due tecniche: la FUE per il prelievo e per le zone più ampie, la DHI per l’attaccatura e per aggiungere capelli tra quelli esistenti. L’approccio combinato FUE e DHI si utilizza per l’alopecia androgenetica e per l’infoltimento, quando i capelli diradati hanno bisogno di più volume.

Nessuno dei due metodi può aiutare quando i capelli sono andati persi su tutto il cuoio capelluto, compresi la nuca e i lati, perché non ci sono capelli donatori sani da spostare.

Come si sceglie il metodo più adatto

Durante la visita il medico stabilisce il tipo e lo stadio della caduta, valuta la zona donatrice e stima quanti innesti servono. I follicoli si prelevano di solito dalla nuca e dai lati della testa, dove tendono a crescere in modo più affidabile dopo il trapianto. In qualche caso si possono usare i peli della barba o del corpo, ma in genere attecchiscono in modo meno prevedibile e si riservano a situazioni particolari.

I nuovi capelli iniziano in genere a crescere due o tre mesi dopo l’intervento, e il risultato definitivo si vede di solito dopo circa un anno. Il trapianto si può ripetere in seguito, se il medico lo ritiene opportuno, ma non ferma la caduta di fondo: per questo si parla spesso anche di una terapia di supporto. La tecnica la sceglie il chirurgo dopo una visita, tenendo conto dei desideri del paziente.

Valutare le opzioni presso City Medical Centre

City Medical Centre lavora con pazienti internazionali. La prima consulenza è gratuita e si può fare anche online: basta inviare via WhatsApp le foto del cuoio capelluto e le proprie domande, e il medico spiegherà quale metodo è adatto al tipo di caduta e alla zona donatrice. Il prezzo viene indicato dopo questa valutazione e fissato nel contratto, e un coordinatore personale segue il paziente dal primo messaggio fino al recupero. Maggiori dettagli nella nostra pagina dedicata al trapianto di capelli.

Domande frequenti

Gli innesti a punch e i minigraft si usano ancora?

Raramente, se non per nulla. Questi primi metodi spostavano i capelli a grossi ciuffi, che spesso sembravano poco naturali e lasciavano cicatrici visibili. Sono stati in gran parte sostituiti da tecniche che trapiantano unità follicolari naturali da uno a quattro capelli, come la FUE e la DHI.

La tecnica a strip (FUT) è peggiore della FUE?

La FUT può fornire molti innesti in una sola seduta, ma lascia una cicatrice lineare sulla nuca e di solito comporta un recupero più lungo e scomodo. Oggi la maggior parte dei pazienti preferisce la FUE, che non prevede un’incisione lineare. Quale sia adatta lo decide il chirurgo dopo una visita.

Che differenza c’è tra FUE motorizzata e FUE manuale?

In entrambe gli innesti si prelevano uno alla volta. La FUE motorizzata usa un dispositivo rotante che accelera il prelievo, ma può danneggiare i follicoli se non è controllato con precisione. La FUE manuale usa punch sottili a mano ed è più lenta, ma permette al chirurgo di seguire da vicino la direzione di ogni capello.

Quale tipo di caduta si può trattare con FUE e DHI?

La FUE si utilizza per l’alopecia androgenetica, la forma più comune di caduta dei capelli. L’approccio combinato FUE e DHI si utilizza per l’alopecia androgenetica e per dare densità ai capelli diradati. Quando i capelli sono andati persi su tutto il cuoio capelluto, zona donatrice compresa, il trapianto non è possibile.

Il trapianto di capelli si può ripetere?

Sì, a volte si pianifica una seconda seduta se la zona è ampia o se la caduta progredisce, purché restino abbastanza capelli donatori. L’intervallo e il numero di innesti li stabilisce il medico dopo aver valutato il risultato del primo intervento.

Nota. Questo articolo fornisce informazioni generali e non sostituisce il parere medico. Ogni intervento ha controindicazioni e rischi, e l’opzione adatta si stabilisce solo dopo una visita medica.

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