Mastoplastica additiva6 min di lettura
Breve storia della mastoplastica additiva e delle protesi moderne
La mastoplastica additiva è uno degli interventi estetici più diffusi al mondo, ma l’intervento sicuro e prevedibile che conosciamo oggi è il frutto di oltre un secolo di tentativi, errori e ricerca. Conoscere questa storia aiuta a capire perché i chirurghi sono così attenti alla scelta della protesi e ai controlli. Questa guida descrive i primi tentativi, l’arrivo delle protesi in silicone, i dibattiti sulla sicurezza degli ultimi decenni e ciò che offrono le protesi moderne.

L'essenziale in 30 secondi
- I primi tentativi con sostanze iniettate e materiali solidi causavano spesso danni gravi.
- La prima protesi in gel di silicone in involucro di silicone fu impiantata all’inizio degli anni Sessanta.
- Le protesi moderne hanno involucri più resistenti e gel coesivo e sono disponibili in varie forme e superfici.
- I dibattiti sulla sicurezza hanno portato a regole più severe, migliore informazione e controlli a lungo termine.
- Il chirurgo sceglie per ogni paziente materiale, forma, superficie, dimensione e profilo.
L'intervento in cifre
- Durata dell'intervento1,5–3 ore
- Ritorno al lavoro7–14 giorni
- Degenza in clinica1 giorno
- Prezzo fisso$4,700
Perché le donne hanno cercato di aumentare il seno
Il desiderio di cambiare volume o forma del seno non è nuovo. Moda e ideali di bellezza hanno sempre influenzato il modo in cui le persone vivono il proprio corpo, ma molti motivi sono molto personali e concreti.
- Un seno rimasto piccolo o sviluppatosi in modo asimmetrico dopo la pubertà.
- Perdita di volume e di forma dopo gravidanza, allattamento o dimagrimento.
- Asimmetria visibile tra i due seni.
- La ricostruzione dopo la chirurgia del tumore al seno, che ha guidato gran parte della ricerca medica iniziale.
Per molto tempo questi desideri sono stati ben più avanti di ciò che la medicina poteva offrire in sicurezza. Gran parte della storia di questo intervento è la ricerca di un materiale ben tollerato dal corpo e capace di mantenere la forma per molti anni.
I primi tentativi e i loro problemi
Alla fine dell’Ottocento i chirurghi tentarono per la prima volta di aggiungere volume al seno. I metodi di quell’epoca mostrano quanto fosse difficile il compito.
- Trapianto di grasso della paziente: uno dei primi tentativi documentati utilizzò grasso prelevato da un’altra parte del corpo. L’idea era valida, ma senza le tecniche moderne gran parte del grasso non sopravviveva.
- Iniezioni di sostanze estranee: a cavallo del Novecento varie sostanze, come la paraffina, venivano iniettate direttamente nel seno. Causavano noduli duri, infiammazioni e complicanze gravi.
- Materiali solidi: nella prima metà del Novecento si provarono materiali come sfere di vetro, spugne e diverse plastiche. Il corpo reagiva con indurimento, infezioni e deformità.
- Iniezioni di silicone liquido: a metà secolo, in alcuni paesi, si iniettò silicone liquido libero nel seno, con noduli, migrazione del materiale e danni duraturi.
Questi fallimenti hanno lasciato una lezione importante: ciò che si inserisce nel seno deve essere contenuto, stabile e ben tollerato dai tessuti.

Le prime protesi in silicone
La vera svolta arrivò all’inizio degli anni Sessanta negli Stati Uniti, quando a una paziente fu impiantata la prima protesi mammaria composta da gel di silicone in un involucro di silicone. Il principio era semplice ed è ancora la base delle protesi moderne: un riempimento in un involucro flessibile, collocato dietro la ghiandola mammaria o il muscolo pettorale.
Poco dopo comparvero le protesi riempite di soluzione fisiologica, una soluzione salina sterile. Si riempiono durante l’intervento e, se l’involucro si rompe, il corpo assorbe semplicemente la soluzione. Tuttavia tendono a risultare più rigide e a formare più facilmente increspature visibili.
Fine Ottocento
- Approccio principale
- Trapianto di grasso della paziente
- Problema principale
- Gran parte del grasso non sopravviveva
Inizio Novecento
- Approccio principale
- Iniezioni di sostanze come la paraffina
- Problema principale
- Noduli, infiammazione, complicanze gravi
Prima metà del Novecento
- Approccio principale
- Vetro, spugne e plastiche
- Problema principale
- Indurimento, infezione, deformità
Dall’inizio degli anni Sessanta
- Approccio principale
- Gel di silicone in involucro di silicone; protesi saline
- Problema principale
- I primi involucri e gel erano meno resistenti
Oggi
- Approccio principale
- Protesi in gel di silicone coesivo di diverse forme e superfici
- Problema principale
- Resta necessario il controllo a lungo termine
Come è migliorata la tecnologia delle protesi
Le prime generazioni di protesi in silicone avevano involucri sottili e gel liquido, che poteva trasudare attraverso l’involucro o diffondersi in caso di rottura. Nei decenni successivi i produttori rinforzarono gli involucri e resero il gel più denso.
- Involucri più resistenti: gli involucri multistrato hanno ridotto il trasudamento del gel e il tasso di rottura.
- Gel coesivo: il gel moderno resta compatto come un solido morbido, quindi se l’involucro si rompe di solito rimane in sede.
- Nuove forme: oltre alle protesi rotonde sono state sviluppate protesi anatomiche a goccia, che imitano la pendenza naturale del seno.
- Superfici diverse: sono comparsi involucri lisci e testurizzati, ciascuno con vantaggi e particolarità.
Anche la sicurezza è stata oggetto di un intenso dibattito pubblico. All’inizio degli anni Novanta le autorità statunitensi limitarono l’uso delle protesi in gel di silicone mentre ne veniva studiata la sicurezza, e le autorizzarono di nuovo pienamente a metà degli anni Duemila dopo ampi studi. Negli ultimi anni è stato individuato un raro tipo di linfoma associato soprattutto ad alcune protesi testurizzate, e alcuni modelli testurizzati sono stati ritirati. Questi eventi hanno portato a regole più severe, a una migliore informazione delle pazienti e a registri a lungo termine.

Cosa offrono oggi le protesi moderne
Le protesi moderne sono il risultato di questa lunga evoluzione. Consentono un risultato molto più personalizzato e prevedibile che in passato. Nella scelta della protesi il chirurgo considera diverse caratteristiche.
- Materiale: le protesi in gel di silicone hanno l’aspetto e la consistenza più naturali; quelle saline si usano meno spesso.
- Forma: le protesi rotonde danno pienezza alla parte superiore del seno, quelle anatomiche a goccia una pendenza più graduale.
- Superficie: liscia o testurizzata; la scelta dipende dal tipo di protesi e dall’approccio del chirurgo.
- Dimensione e profilo: si scelgono in base alla larghezza del torace, ai tessuti disponibili e al risultato desiderato.
Anche le protesi moderne non sono per tutta la vita. Potrebbe essere necessario sostituirle o rimuoverle in futuro, e i controlli regolari restano importanti. Tra le possibili complicanze ci sono la contrattura capsulare, la rottura e i cambiamenti di forma nel tempo.
Scegliere protesi moderne al City Medical Centre
Il City Medical Centre segue pazienti internazionali ed esegue mastoplastica additiva con protesi, mastopessi con o senza protesi, riduzione del seno, ricostruzione e rimozione delle protesi. Durante la visita il chirurgo esamina il seno, valuta la tua anatomia e la tua salute e sceglie con te materiale, forma, superficie, dimensione e profilo della protesi. Per l’aspetto più naturale si preferiscono di solito le protesi in silicone.
L’intervento si svolge in regime di ricovero, e il reggiseno compressivo si indossa per 1–1,5 mesi. Medicazioni, controlli e follow-up con il tuo chirurgo plastico proseguono per un anno intero dopo l’intervento. La prima consulenza è gratuita e può svolgersi online: invia le foto e descrivi il risultato che desideri. Il medico comunica il costo dopo la valutazione, e il prezzo viene poi fissato nel contratto. Un coordinatore personale ti segue dal primo messaggio fino alla fine del recupero. Scopri di più sulla pagina dedicata alla chirurgia del seno.
Come procede di solito il recupero
- 7–14 giorniRitorno al lavoro senza sforzi fisici
- 3 settimaneIl gonfiore post-operatorio scompare e le cicatrici si formano; niente pesi oltre 3 kg e niente braccia sopra le spalle
- 1 meseIl gonfiore si attenua e il seno assume una forma e una morbidezza naturali
- 4–6 settimaneFitness, nuoto, piscina e mare; l’intimo compressivo si porta per 4–6 settimane
- 3 mesiIl fastidio scompare, i processi infiammatori si risolvono e attorno alla protesi si forma la tasca; via libera all’allenamento con i pesi
Fonti
Domande frequenti
Quando è stata impiantata la prima protesi mammaria?
La prima protesi in gel di silicone in un involucro di silicone fu impiantata all’inizio degli anni Sessanta negli Stati Uniti. Prima i chirurghi avevano provato il trapianto di grasso della paziente, le iniezioni di varie sostanze e materiali solidi, ma questi metodi causavano spesso problemi gravi.
Le protesi moderne sono più sicure di quelle vecchie?
Le protesi moderne hanno involucri multistrato più resistenti e un gel coesivo che resta in sede in caso di rottura, e sono strettamente regolamentate e studiate. Rischi come la contrattura capsulare e la rottura esistono ancora, quindi la scelta della protesi adatta e i controlli regolari restano importanti.
Di che cosa sono fatte oggi le protesi mammarie?
Le protesi moderne hanno un involucro flessibile in silicone riempito di gel di silicone coesivo o di soluzione fisiologica sterile. L’involucro può essere liscio o testurizzato, e la protesi rotonda o anatomica. Le protesi in gel di silicone sono le più usate perché hanno aspetto e consistenza naturali.
Da quanto tempo si usano le protesi in silicone?
Le protesi in gel di silicone si usano dall’inizio degli anni Sessanta. Da allora il loro design è cambiato più volte, con involucri più resistenti e gel più denso. Negli Stati Uniti il loro uso fu limitato negli anni Novanta mentre se ne studiava la sicurezza, e fu di nuovo pienamente autorizzato a metà degli anni Duemila.
Perché le protesi saline sono diventate meno popolari?
Le protesi saline sono sicure nel senso che il corpo assorbe la soluzione se l’involucro si rompe, ma tendono a risultare più rigide e a formare più facilmente increspature, soprattutto nelle donne magre. Le protesi in gel di silicone danno di solito un risultato più morbido e naturale, per questo vengono scelte più spesso.
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