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Addominoplastica7 min di lettura

Rischi e complicanze dell’addominoplastica: cosa può succedere e come si riduce il rischio

L’addominoplastica è un intervento importante e, come ogni operazione, comporta dei rischi. La maggior parte dei pazienti guarisce senza problemi seri, ma è utile sapere che cosa è normale, che cosa è una complicanza e quali segnali richiedono una telefonata al chirurgo. Questa guida spiega sieroma, sanguinamento, guarigione della ferita, trombosi, cicatrici e le misure che rendono l’intervento più sicuro.

Redazione di City Medical CentreAggiornato

Rischi e complicanze dell’addominoplastica: cosa può succedere e come si riduce il rischio

L'essenziale in 30 secondi

  • Le complicanze gravi sono poco frequenti nei pazienti sani e ben preparati.
  • Il sieroma, una sacca di liquido sotto la pelle, è tra i problemi più comuni e di solito si aspira.
  • Il fumo aumenta molto il rischio di cattiva guarigione della ferita.
  • La trombosi è rara ma seria; camminare presto e la compressione aiutano a prevenirla.
  • Chiamare il chirurgo in caso di febbre, gonfiore da un lato, dolore al polpaccio o affanno.

L'intervento in cifre

  • Durata dell'intervento2–4 ore
  • Ritorno al lavoro2–3 settimane
  • Degenza in clinica1–3 giorni
  • PrezzoIn consulenza

Dati dalla pagina dell'intervento di City Medical Centre

Quanto è rischiosa un’addominoplastica?

L’addominoplastica rimuove la pelle e il grasso in eccesso dall’addome e, nella maggior parte dei casi, ripara i muscoli separati. Si esegue in anestesia generale e dura alcune ore: è quindi un intervento più impegnativo di una liposuzione.

Effetti normali e vere complicanze

Alcune cose fanno parte della normale guarigione e non significano che qualcosa sia andato storto:

  • gonfiore dell’addome, che si riduce lentamente nel corso di settimane e mesi;
  • lividi e sensazione di tensione, soprattutto stando in posizione eretta;
  • intorpidimento della pelle sotto l’ombelico, che spesso migliora in molti mesi ma può restare in parte;
  • dolore nei primi giorni, controllato con i farmaci prescritti dal medico;

Sieroma ed ematoma: liquido sotto la pelle

Il sieroma è una sacca di liquido chiaro che si raccoglie nello spazio in cui la pelle è stata sollevata dalla parete addominale. È uno dei problemi più comuni dopo l’addominoplastica. Di solito compare nelle prime settimane come un gonfiore morbido che, se premuto, si muove come una sacca d’acqua.

Problemi di guarigione e infezione

Nell’addominoplastica la pelle viene tirata verso il basso e suturata con una certa tensione. Al centro della cicatrice l’irrorazione sanguigna è più fragile, per cui è lì che più spesso si osservano una guarigione lenta o una piccola apertura. Di solito si richiude con medicazioni regolari in qualche settimana.

Problemi di guarigione e infezione

Trombosi: un rischio raro ma serio

Ogni intervento lungo seguito da ridotto movimento aumenta il rischio di un coagulo nelle vene delle gambe (trombosi venosa profonda). Se un frammento raggiunge i polmoni (embolia polmonare), la situazione è pericolosa per la vita. È raro, ma è il motivo principale per cui i chirurghi prendono molto sul serio la prevenzione.

Cicatrice, ombelico e profilo

Ogni addominoplastica lascia una lunga cicatrice bassa sull’addome e, in quella completa, una cicatrice attorno all’ombelico. All’inizio è rossa e rigida, poi in genere schiarisce e si appiattisce nell’arco di dodici-diciotto mesi. In alcune persone diventa spessa o in rilievo; prodotti al silicone, protezione solare e, se serve, un trattamento medico possono aiutare.

Chi ha un rischio più alto e come ridurlo

Il rischio di complicanze è in genere più alto in chi fuma, ha un BMI elevato, un diabete mal controllato, malattie del cuore o dei polmoni, un disturbo della coagulazione o un precedente intervento addominale importante. Associare l’addominoplastica ad altri interventi allunga l’anestesia e può anch’esso aumentare il rischio.

Chi ha un rischio più alto e come ridurlo

La sicurezza al City Medical Centre

Il City Medical Centre esegue l’addominoplastica classica e la mini addominoplastica con correzione della diastasi. Prima dell’intervento il chirurgo visita il paziente ed esclude le controindicazioni; si eseguono esami del sangue con test della coagulazione, un ECG e una radiografia del torace. L’operazione avviene in anestesia generale e poi si resta ricoverati sotto controllo medico da uno a tre giorni.

Come procede di solito il recupero

  1. 1–3 giorniDegenza sotto controllo medico; di solito i drenaggi si rimuovono dopo due giorni
  2. 7 giorniRimozione dei punti
  3. 2–3 settimaneRipresa del lavoro d’ufficio
  4. 30 giorniLa maggior parte del gonfiore scompare
  5. 1,5–2 mesiPeriodo della fascia compressiva; gonfiore e sensazione di tensione passano; risultato intermedio
  6. 3–6 mesiI contorni definitivi

Fonti

Domande frequenti

Qual è la complicanza più frequente dopo un’addominoplastica?

Il sieroma, una raccolta di liquido chiaro sotto la pelle, è tra le più comuni. Si presenta come un gonfiore morbido e fluttuante sopra la cicatrice. Il chirurgo di solito lo aspira con un ago in ambulatorio, a volte più volte. Drenaggi, guaina compressiva e punti interni aiutano a prevenirlo.

Come capire se la ferita è infetta?

I segnali d’allarme sono un arrossamento che si estende, calore, dolore in aumento, pus o cattivo odore dalla ferita e febbre. In questi casi occorre contattare presto il chirurgo. L’infezione è poco frequente e si tratta di solito con antibiotici scelti dal medico, a volte con un drenaggio.

Perché i chirurghi insistono perché si smetta di fumare?

La nicotina restringe i piccoli vasi che nutrono la pelle. Dopo l’addominoplastica la pelle è tesa e meno irrorata, quindi chi fuma ha un rischio molto più alto di guarigione lenta, apertura della ferita e perdita di piccole aree di pelle. Di solito si chiede di smettere ben prima e dopo l’intervento.

L’intorpidimento dopo l’addominoplastica è permanente?

L’intorpidimento della pelle tra ombelico e cicatrice è frequente, perché durante l’intervento si recidono piccoli nervi. La sensibilità spesso ritorna gradualmente nel corso di molti mesi, ma una certa riduzione può rimanere. Di solito è innocuo e non influisce sul funzionamento dell’addome.

Una cicatrice o un ombelico non riusciti si possono correggere dopo?

Spesso sì. Cicatrici spesse, piccole pieghe alle estremità o un ombelico irregolare si possono di solito migliorare con la cura della cicatrice o un piccolo ritocco. I chirurghi in genere attendono da sei a dodici mesi, finché il gonfiore scompare e la cicatrice matura, prima di decidere.

Nota. Questo articolo fornisce informazioni generali e non sostituisce il parere medico. Ogni intervento ha controindicazioni e rischi, e l’opzione adatta si stabilisce solo dopo una visita medica.

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