Che cos’è il trapianto di capelli? Le basi, i capelli donatori, i limiti e la preparazione
Il trapianto di capelli sposta i propri follicoli dalle zone in cui i capelli crescono bene a quelle in cui si sono diradati. Questa guida spiega come funziona l’intervento, da dove provengono i capelli donatori, in quali situazioni può essere indicato, quando non è una buona idea e come prepararsi, così da arrivare alla consulenza con aspettative realistiche.
Le basi del trapianto di capelli
Il trapianto di capelli è un intervento in cui i follicoli piliferi vengono spostati da una zona sana del cuoio capelluto, la zona donatrice, alle zone in cui i capelli sono caduti o si sono diradati. I follicoli trapiantati conservano le caratteristiche della zona da cui provengono: per questo si usano i capelli della nuca, di solito più resistenti alla caduta androgenetica.
È importante capire cosa fa e cosa non fa il trapianto. Ridistribuisce i capelli che già si hanno; non crea capelli nuovi e non cura la causa della caduta. I capelli nativi attorno alla zona trapiantata possono continuare a diradarsi nel tempo, per questo molti pazienti valutano con il medico anche una terapia di mantenimento.
Le due tecniche citate più spesso sono la FUE (estrazione delle unità follicolari), in cui i follicoli vengono prelevati uno a uno, e la FUT, in cui si asporta una striscia di pelle che viene poi suddivisa in innesti. Nella pratica attuale la FUE si usa per l’alopecia androgenetica, mentre l’approccio combinato FUE e DHI, in cui gli innesti vengono inseriti con una penna impiantatrice, si usa per l’alopecia androgenetica e per aggiungere densità. Il metodo viene scelto dal chirurgo dopo una visita.
Un po’ di storia
I primi tentativi di spostare i capelli sono stati descritti molto tempo fa, ma i veri progressi sono arrivati nel Novecento. Alcuni medici giapponesi sperimentarono piccoli innesti con capelli per trattare ustioni e cicatrici, e negli anni Cinquanta il dermatologo statunitense Norman Orentreich dimostrò che i capelli spostati dalla nuca continuano a crescere nella nuova sede. La sua tecnica a “plug” produceva ciuffi visibili, simili a quelli di una bambola, ma dimostrò il principio.
Nei decenni successivi gli innesti diventarono sempre più piccoli e raffinati, fino alle tecniche a unità follicolari, prima la FUT e poi la FUE, che hanno ridotto le cicatrici visibili e reso i risultati molto più naturali. Oggi il trapianto di capelli è un intervento consolidato, anche se, come ogni chirurgia, ha limiti e rischi.
A chi può essere indicato il trapianto
Se il trapianto abbia senso dipende dal tipo di caduta, dalla zona donatrice e dalle aspettative. Si valuta più spesso nelle seguenti situazioni:
- Alopecia androgenetica. È il motivo più comune per un trapianto, a condizione che la caduta sia stata valutata e che la zona donatrice sia sufficiente.
- Cicatrici e traumi. A volte si possono trapiantare capelli in cicatrici stabili per renderle meno visibili; prima il medico valuta il tessuto cicatriziale.
- Quando altre terapie non hanno aiutato abbastanza. Se i farmaci o altri approcci non hanno dato il risultato sperato, si può discutere il trapianto come opzione.
La caduta dovuta a stress, cambiamenti ormonali, malattie o problemi nutrizionali di solito va prima indagata e trattata; il trapianto non risolve queste cause. L’età di per sé non è un ostacolo, ma i pazienti più giovani richiedono una valutazione attenta, perché il loro quadro di caduta può ancora cambiare.
Da dove provengono i capelli donatori
Nella maggior parte dei casi i capelli si prelevano dalla nuca e dai lati della testa. Lì i capelli di solito mantengono la loro densità e sono più resistenti alla caduta androgenetica. Si prelevano come striscia (FUT) oppure come singole unità follicolari (FUE).
Quando i capelli donatori del cuoio capelluto sono limitati, alcuni chirurghi usano peli del corpo, per esempio della barba o del torace. I peli del corpo spesso hanno uno spessore e un ciclo di crescita diversi, quindi di solito sono un’integrazione e non la fonte principale, e non tutti sono candidati.
I capelli di un’altra persona non si usano: il sistema immunitario li rigetterebbe. Si possono trapiantare solo i propri capelli, ed è per questo che l’estensione e la qualità della zona donatrice segnano il limite di ciò che è possibile.
Controindicazioni e limiti
Il trapianto non è adatto a tutti. Il medico valuterà con attenzione i seguenti aspetti:
- Malattie attive del cuoio capelluto, come infezioni, infiammazioni, psoriasi o dermatite seborroica, che vanno trattate prima dell’intervento.
- Malattie croniche non controllate, come diabete o patologie cardiovascolari, che devono essere stabili perché possono influire sulla guarigione.
- Una caduta in rapida progressione, che rende difficile pianificare un risultato che resti naturale anche negli anni futuri.
- Capelli donatori insufficienti, quando la densità o la qualità della zona donatrice sono troppo basse.
- Aspettative irrealistiche, come sperare di ritrovare la densità di un adolescente.
- Alcune condizioni psicologiche, in particolare quelle che influiscono sulla percezione del proprio aspetto.
Come prepararsi
Una buona preparazione favorisce la guarigione. Le raccomandazioni abituali comprendono:
- discutere con il chirurgo obiettivi, stato di salute e storia della caduta;
- evitare fumo e alcol per un certo periodo prima e dopo l’intervento, perché possono rallentare la guarigione;
- informare il medico di tutti i farmaci assunti; gli anticoagulanti potrebbero dover essere sospesi, ma solo su indicazione medica;
- seguire un’alimentazione equilibrata e riposare bene nei giorni precedenti;
- non tagliare né rasare i capelli senza indicazioni, perché il chirurgo potrebbe volerne valutare densità e direzione di crescita;
- organizzare il trasporto dopo l’intervento e un luogo tranquillo dove riposare nei primi giorni.
Maggiori informazioni sull’intervento vero e proprio nella pagina dedicata al trapianto di capelli.
Consulenza presso City Medical Centre
City Medical Centre lavora con pazienti internazionali. La prima consulenza è gratuita e si può svolgere online: basta inviare le foto dei capelli e della zona donatrice e chiedere se il trapianto è indicato nel proprio caso. Il medico valuta la situazione e indica il costo, che viene poi fissato nel contratto. Un coordinatore personale segue il paziente dal primo messaggio fino alla fine del recupero, e foto e domande si possono inviare via WhatsApp. Maggiori dettagli nella pagina dedicata al trapianto di capelli.
I risultati dei nostri pazienti
Foto reali prima e dopo di pazienti di City Medical Centre. I risultati sono individuali.
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Domande frequenti
Che cos’è il trapianto di capelli, in parole semplici?
È un intervento che sposta i propri follicoli da una zona in cui i capelli crescono bene, di solito la nuca, alle zone in cui si sono diradati. Ridistribuisce i capelli esistenti e non crea capelli nuovi.
Il trapianto di capelli cura la causa della caduta?
No. Sposta i capelli dove servono, ma non ferma il processo di fondo. I capelli nativi possono continuare a diradarsi, per questo dopo l’intervento molti pazienti valutano con il medico una terapia di mantenimento.
Si possono usare i capelli di un’altra persona?
No. I capelli donatori di un’altra persona verrebbero rigettati dal sistema immunitario. Si usano solo i propri capelli, presi dal cuoio capelluto e, in alcuni casi, dal corpo come integrazione.
Chi non è un buon candidato al trapianto di capelli?
Chi ha malattie attive del cuoio capelluto, malattie croniche non controllate, una caduta in rapida progressione, pochi capelli donatori o aspettative irrealistiche può non essere idoneo. Decide il medico dopo una visita e, se necessario, ulteriori esami.
Come prepararsi al trapianto di capelli?
Discutere obiettivi e stato di salute con il chirurgo, evitare fumo e alcol, rivedere i farmaci con il medico, mangiare in modo equilibrato, non tagliare i capelli senza indicazioni e organizzare trasporto e riposo per i primi giorni.
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- La prima consulenza è gratuita, anche online
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