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Trapianto di capelli FUE passo dopo passo: cosa succede il giorno dell’intervento e durante il recupero

La FUE è uno dei metodi più diffusi per ripristinare i capelli con i propri follicoli. Questa guida segue l’intervento nell’ordine in cui si svolge davvero: la preparazione, le fasi del giorno dell’intervento, i primi giorni successivi e i mesi di ricrescita, così da sapere che cosa aspettarsi in ogni momento e quali domande porre al chirurgo.

Redazione di City Medical CentreAggiornato 7 min di lettura

Che cos’è la FUE e perché la zona donatrice è decisiva

La FUE (Follicular Unit Extraction) è un modo per spostare i propri capelli da dove crescono bene a dove si sono diradati. Invece di asportare una striscia di pelle, il chirurgo preleva gli innesti uno alla volta. Un innesto è un gruppo naturale da uno a quattro follicoli piliferi, esattamente come crescono nel cuoio capelluto.

Gli innesti si prelevano dalla zona donatrice, sulla nuca e ai lati della testa. Nella maggior parte delle persone con alopecia androgenetica i capelli di questa zona sono geneticamente resistenti al diidrotestosterone (DHT), l’ormone responsabile della calvizie, quindi tendono a continuare a crescere anche dopo lo spostamento. Per questo la qualità e l’estensione della zona donatrice determinano in larga parte ciò che un trapianto può ottenere.

Ogni innesto viene liberato con un punch, un micro-strumento di solito con un diametro tra 0,6 e 1,0 mm. Non c’è un’incisione suturata, per cui la FUE non lascia una cicatrice lineare: nella zona donatrice restano minuscoli segni puntiformi, normalmente nascosti dai capelli circostanti.

A chi è adatta la FUE e quando si rimanda

La FUE si utilizza negli uomini e nelle donne con alopecia androgenetica, per correggere o abbassare l’attaccatura, per dare densità alle zone diradate e, in alcuni casi, per ripristinare i capelli su cicatrici dovute a traumi o ustioni. Quello che non può fare è creare nuovi capelli donatori: quando la caduta interessa tutto il cuoio capelluto, compresi la nuca e i lati, non c’è nulla da trapiantare, e il chirurgo illustrerà altre possibilità.

Alcune condizioni escludono l’intervento o richiedono prima un trattamento:

Il trapianto, inoltre, non ferma la caduta di fondo. I capelli propri intorno agli innesti possono continuare a diradarsi, per questo molti chirurghi affiancano all’intervento una terapia di supporto.

Prima del giorno dell’intervento

Una buona preparazione rende l’intervento più semplice e riduce il rischio di complicanze. Di solito comprende:

  1. Visita e diagnosi. Il medico esamina la zona diradata e quella donatrice, valuta la densità dei capelli e lo stadio della caduta e può ricorrere alla tricoscopia per osservare i follicoli più da vicino.
  2. Esami del sangue. Il pacchetto standard comprende di solito emocromo completo, esami biochimici, coagulazione e test per HIV, epatiti e sifilide.
  3. Cambiamenti nello stile di vita. Fumo e alcol si sospendono di solito due o tre settimane prima dell’intervento, perché peggiorano la circolazione e possono influire sull’attecchimento degli innesti. I farmaci anticoagulanti si sospendono solo se il medico è d’accordo.
  4. Preparazione del cuoio capelluto. Può essere chiesto di lavare i capelli con uno shampoo specifico nei giorni precedenti.

Il giorno dell’intervento, fase per fase

Una seduta FUE dura di solito dalle quattro alle otto ore, a seconda del numero di innesti da spostare. Si resta svegli per tutto il tempo e nei momenti più tranquilli si può riposare, leggere o guardare un film.

Fase 1: pianificazione e rasatura

Il chirurgo conferma il piano con il paziente, disegna la nuova attaccatura e segna le zone da trattare. Poi i capelli della zona donatrice vengono accorciati, in modo che ogni unità follicolare sia ben visibile e si possa prelevare con precisione.

Fase 2: anestesia locale

La zona donatrice e quella ricevente vengono anestetizzate con un anestetico locale. Le iniezioni pungono per poco; dopo, la maggior parte dei pazienti avverte pressione e movimento più che dolore. Se durante la seduta la sensibilità ritorna, l’équipe può integrare l’anestesia.

Fase 3: prelievo degli innesti

Con il micropunch il chirurgo preleva gli innesti uno alla volta dalla zona donatrice, distribuendoli in modo che l’area non appaia a chiazze. Questa fase richiede grande precisione, perché un follicolo danneggiato ha meno probabilità di crescere.

Fase 4: preparazione degli innesti

Gli assistenti suddividono gli innesti prelevati in base al numero di capelli, li puliscono e li conservano in una speciale soluzione, così che restino vitali fino all’impianto.

Fase 5: apertura dei canali

Nella zona ricevente il chirurgo crea minuscoli canali con l’angolo e la direzione in cui crescono i capelli naturali. Questo passaggio determina in gran parte quanto sarà naturale il risultato, soprattutto lungo l’attaccatura.

Fase 6: impianto degli innesti

Gli innesti vengono inseriti nei canali, di solito con innesti da un solo capello davanti e gruppi più grandi più indietro. Insieme all’apertura dei canali, è la fase che definisce la densità futura e l’aspetto naturale.

Dopo l’ultimo innesto: i primi giorni

Alla fine della seduta la zona donatrice può essere coperta con una medicazione leggera, e si ricevono istruzioni scritte su posizione nel sonno, lavaggi, farmaci e attività. La maggior parte dei pazienti torna a casa o in albergo il giorno stesso.

Nei primi giorni sono frequenti un po’ di gonfiore e di arrossamento intorno alla zona trapiantata. Intorno agli innesti si formano piccole crosticine che di solito si staccano da sole entro 7–14 giorni, a patto di seguire la tecnica di lavaggio mostrata dal medico. Molte persone tornano al lavoro d’ufficio dopo due o tre giorni, mentre per i lavori fisici pesanti e lo sport bisogna aspettare di più.

Recupero e crescita nei mesi successivi

Se la zona diradata è ampia e la riserva donatrice limitata, si può valutare una seconda seduta, in genere 10–12 mesi dopo la prima.

Consigli pratici per un recupero sereno

Pianificare la FUE presso City Medical Centre

City Medical Centre lavora con pazienti internazionali. La prima consulenza è gratuita e si può svolgere anche online: si possono inviare via WhatsApp le foto del cuoio capelluto e le proprie domande, e il medico valuterà la zona donatrice e proporrà un piano. Il prezzo viene indicato dopo questa valutazione e fissato nel contratto, e un coordinatore personale segue il paziente dal primo messaggio fino al recupero. Maggiori informazioni sull’intervento nella nostra pagina dedicata al trapianto di capelli.

Domande frequenti

Quanto dura il risultato di un trapianto FUE?

Gli innesti si prelevano dalla zona donatrice, dove i capelli sono di solito resistenti all’ormone responsabile della calvizie, quindi i capelli trapiantati tendono a continuare a crescere per molti anni. I capelli propri circostanti possono però diradarsi nel tempo, ed è per questo che il medico può suggerire una terapia di supporto.

La FUE fa male?

L’intervento si esegue in anestesia locale, quindi la maggior parte dei pazienti sente solo la breve puntura delle iniezioni e poi una pressione più che un dolore. Un lieve indolenzimento e una sensazione di tensione nei primi giorni sono frequenti e di solito si controllano con gli antidolorifici prescritti dal medico.

Quando si può tornare al lavoro dopo la FUE?

Molti pazienti tornano al lavoro d’ufficio e alla vita di tutti i giorni dopo due o tre giorni, se seguono le istruzioni per le cure. Lavori fisici pesanti, sport e attività che fanno sudare molto richiedono di solito più tempo, e sarà il chirurgo a dire quando riprenderli.

Con la FUE si può coprire un’ampia zona calva?

Dipende dall’entità della riserva donatrice. Durante la visita il medico stima quanti innesti si possono prelevare in sicurezza e se la densità desiderata è realistica. In caso di diradamento esteso, a volte si pianificano due sedute a distanza di circa 10–12 mesi.

Perché prima della FUE si rasa la zona donatrice?

I capelli corti permettono al chirurgo di vedere ogni unità follicolare e la sua direzione di crescita, così il prelievo è più preciso e i follicoli si danneggiano meno. Di norma la zona rasata ricresce nel giro di qualche settimana e nasconde i minuscoli segni del prelievo.

Nota. Questo articolo fornisce informazioni generali e non sostituisce il parere medico. Ogni intervento ha controindicazioni e rischi, e l’opzione adatta si stabilisce solo dopo una visita medica.

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